Disturbi della personalità

Comunemente, col termine “personalità” ci si riferisce a quel modo piuttosto stabile che ciascuno di noi si è costruito, a partire dal proprio temperamento innato e in seguito attraverso le proprie esperienze, di rapportarsi con gli altri, con sé stesso e con il mondo. I tratti che la compongono rappresentano le caratteristiche del proprio stile di comportamento. Normalmente questi tratti devono essere abbastanza flessibili a seconda delle circostanze.


I DP sono invece caratterizzati dalla presentazione inflessibile di tali tratti, anche nelle situazioni meno opportune. Ad esempio, alcuni soggetti tendono sempre a presentarsi in modo seducente indipendentemente dalla situazione nella quale si trovano, altri tendono a dipendere sempre dagli altri mostrando notevole difficoltà nell’esprimere il proprio punto di vista o nell’assumere decisioni autonome.

Insomma, si parla di “Disturbi di personalità” quando uno specifico tratto di base dell’individuo assume caratteristiche abnormi, si presenta in maniera eccessiva, troppo rigida o addirittura in tutte le circostanze.
In un certo senso possono essere considerati come varianti patologiche della personalità normale.


L’insieme di percezioni, modi di pensare e comportamenti risulta quindi inadeguato e non funzionale, inconsueto o in contrasto rispetto alla cultura e alle consuetudini sociali dell'ambiente in cui vive la persona che tuttavia in genere non è consapevole di ciò.


Se cerca aiuto autonomamente di solito ciò avviene a causa dei problemi quotidiani generati dal loro disturbo o a causa di sintomi (frequenti) quali ad esempio ansia, depressione, disturbi alimentari o abuso di sostanze. In questi casi, comunque, tendono a ritenere che i loro problemi siano causati dalle altre persone o dalle circostanze della vita sulle quali non ritengono di avere controllo.

Elementi distintivi dei DP generalmente sono: l’insorgenza nella prima età adulta, la stabilità nel tempo, il carattere invasivo nelle diverse aree della vita, nonché le conseguenze in termini di sofferenza soggettiva e di limitazioni nelle relazioni e nel lavoro.

I Disturbi della Personalità nel DSM-5 (MANUALE DIAGNOSTICO E STATISTICO DEI DISTURBI MENTALI) sono suddivisi in 3 gruppi.


Il Gruppo A riguarda le personalità più eccentriche, e comprende:

  • Disturbo Paranoide di Personalità: chi ne soffre tende ad interpretare il comportamento degli altri come malevolo, comportandosi così sempre in modo sospettoso;
  • Disturbo Schizoide di Personalità: chi ne soffre non è interessato al contatto con gli altri, preferendo uno stile di vita riservato e distaccato dagli altri;
  • Disturbo Schizotipico di Personalità: solitamente è presentato da persone eccentriche nel comportamento, che hanno scarso contatto con la realtà e tendono a dare un’assoluta rilevanza e certezza ad alcune intuizioni magiche.

Il Gruppo B comprende le personalità eccessivamente emotive, drammatiche e imprevedibili:
 

  • Disturbo Antisociale di Personalità: chi ne soffre è una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimini commessi;
  • Disturbo Borderline di Personalità: solitamente chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell’idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molti campi della propria vita;
  • Disturbo Istrionico di Personalità: chi ne soffre tende a ricercare l’attenzione degli altri, ad essere sempre seduttivo e a manifestare in modo marcato e teatrale le proprie emozioni;
  • Disturbo Narcisistico di Personalità: chi ne soffre tende a sentirsi il migliore di tutti, a ricercare l’ammirazione degli altri e a pensare che tutto gli sia dovuto, data l’importanza che si attribuisce

Il Gruppo C comprende le personalità ansiose e timorose

  • Disturbo evitante di personalità: chi ne soffre tende a evitare in modo assoluto le situazioni sociali per la paura dei giudizi negativi degli altri, presentando quindi una marcata timidezza.
  • Disturbo dipendente di personalità: chi ne soffre presenta un marcato bisogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni.
  • Disturbo ossessivo compulsivo di personalità: chi ne soffre presenta una marcata tendenza al perfezionismo ed alla precisione, una forte preoccupazione per l’ordine e per il controllo di ciò che accade.

Psicoterapia dei DP

I trattamenti elettivi per i DP sono quelli a medio-lungo termine.
Infatti, è richiesto un lavoro di ristrutturazione profonda attraverso l’utilizzo di strategie integrate, in quanto queste:
• affrontano la complessità di tali disturbi senza trascurare elementi importanti;
• agiscono a vari livelli (cognitivo, emotivo, comportamentale, ecc.).
I principali obiettivi terapeutici generali consisteranno nel:
• diminuire la resistenza al trattamento (attraverso l’accettazione, il rispetto, la comprensione empatica e l’assenza di giudizio da parte del terapeuta);
• acquisire consapevolezza e fare contatto con i propri sentimenti, desideri e bisogni più profondi;
• comprendere l’origine del disturbo (es. esperienze infantili)
• ridurre l’ansia sociale e la paura di eventuali rifiuti o attacchi da parte degli altri;
• accrescere l’autostima
• migliorare le abilità sociali.