Approccio teorico-metodologico generale

Approccio teorico-metodologico generale

Nella relazione d'aiuto terapeutica utilizzo un approccio integrato, che presuppone una scelta mirata tra le varie
teorie, strategie e tecniche sulla base sia delle ricerche scientifiche settoriali più avanzate, sia delle caratteristiche peculiari della persona, dei suoi bisogni e del problema che porta (il trattamento viene "cucito" su misura).


La terapia è un'occasione privilegiata in cui la persona può iniziare a compiere un percorso che dal sintomo o dal problema (che le rende la vita difficile) la porterà progressivamente ad approfondire la conoscenza di sé, a riconoscere i propri modi di fare, ad apprendere da dove provengono e a che cosa servono.

Una volta capito ciò, sarà nella posizione di decidere un cambiamento e di imparare nuovi modelli più efficaci per sé. Infatti, la depressione, l'ansia o qualunque altro sintomo sono tutti importanti segnali che ci comunicano che alcuni atteggiamenti, che un tempo sembravano utili per noi, ora non lo sono più e sono quindi da modificare.


La Psicoterapia oggi può essere anche intesa in un senso molto più ampio, come possibilità di crescita personale, come veicolo per aiutare le persone "normali" a migliorare la qualità della propria vita, come viaggio nel proprio mondo interno, auspicabile anche per chi non manifesta alcun sintomo o disagio psicologico preciso.

Modalità di lavoro

I miei primi incontri col paziente hanno funzioni prevalentemente valutative e di pre-terapia:
• raccogliere informazioni (anche attraverso l'utilizzo di test o questionari);
• rispondere alle richieste di chiarimento;
• definire le regole di base (orario, frequenza, onorario, etc.);
• incoraggiare il paziente a partecipare alle decisioni cliniche.

Obiettivi della terapia:
Il paziente che assume un ruolo attivo negli incontri, sarà più motivato nella terapia: gli obiettivi devono essere i suoi e non quelli del terapeuta, che deve favorire il paziente a vivere la propria vita. Questa fase è utile per la definizione degli scopi finali e degli obiettivi intermedi della terapia, che devono essere per quanto possibile concreti e realistici.

Scopi della terapia: al di là dei diversi orientamenti teorici, gli scopi finali della terapia sono sempre essenzialmente due:
• affrontare e risolvere il problema o il disturbo per il quale la persona mi ha chiesto aiuto;
• aiutarla a ritrovare o sviluppare abilità cognitive, emotive, comportamentali ed interpersonali che diventino la base per una vita soddisfacente e che le diano la capacità di compiere ulteriori progressi.

Frequenza e durata della terapia: la lunghezza media delle sedute nel mio lavoro è di 60 minuti (anche se a volte i tempi si allungano quando utilizzo tecniche particolari come l'EMDR), la frequenza è settimanale (salvo eccezioni: potrebbe essere maggiore o minore).
Per quanto concerne la durata del trattamento, si possono distinguere:
• terapie limitate nel tempo o a breve termine (da 8 a 20 sedute)
• a medio termine (tra 20 e 50 sedute)
• a lungo termine (oltre le 50 sedute, per scopi raggiungibili in mesi o anni)
In genere, più il nodo dell'individuo è complesso, più il focus della terapia dovrebbe essere sui conflitti che stanno alla base e, dunque, la terapia più lunga. Se le strategie di breve durata agiscono sull'allontanamento dei sintomi e sul miglioramento dei modi di agire e pensare della persona, quelle di lungo corso sono utili per ristrutturazioni profonde della personalità.