Analisi transazionale

Analisi transazionale

COSA è L'ANALISI TRANSAZIONALE?

L'analisi transazionale (anche detta A.T.) è una delle teorie psicologiche più conosciute al mondo: una teoria della personalità, ma anche una teoria della comunicazione, una teoria dello sviluppo infantile e una teoria della psicopatologia. Essa è, inoltre, una pratica psicoterapeutica.
E’ stata ideata da Eric Berne, psichiatra e psicoanalista, verso la fine degli anni '50 a San Francisco, California.

Il nome Analisi Transazionale deriva da "transazione" cioè "scambio", infatti L'AT si occupa, tra gli altri aspetti, di come gli individui interagiscono tra di loro.
Le transazioni, secondo Berne, possono far emergere gli elementi più profondi della personalità, essendo lo specchio delle nostre dinamiche interne.

Per individuare, codificare e riconoscere le caratteristiche di personalità di un soggetto, in analisi transazionale si utilizza il Modello degli Stati dell'Io.


Uno Stato dell'Io si può descrivere come un insieme di pensieri, emozioni e comportamenti organizzati in modo coerente tra loro, che rispecchia le esperienze del passato o del presente:

G L'insieme di sentimenti, atteggiamenti e modelli di comportamento praticati dal soggetto, simili a quelli delle sue "figure genitoriali" (genitori reali e/o altre figure di attaccamento avute durante i primi anni di vita), identificano il suo Stato dell'Io Genitore. Quando il Genitore ha un atteggiamento critico è detto Genitore Normativo; quando offre appoggio viene detto Genitore Affettivo;

A L’insieme autonomo di sentimenti, atteggiamenti e modelli di comportamento che risultano coerenti e adatti alla realtà presente, ovvero rappresentano una risposta diretta al qui e ora evidenziano il suo Stato dell'Io Adulto, quello che compie l'esame di realtà, che è pienamente coerente con quello che stiamo vivendo. L'Adulto è la parte della personalità che elabora, come un computer, le informazioni che gli si danno, producendo risposte assolutamente logiche e razionali. La sua funzione principale è quella di aiutare il Bambino a soddisfare bisogni e desideri utilizzando dei metodi razionali e socialmente accettabili.

B L'insieme di sentimenti, atteggiamenti e modelli di comportamento che risalgono alla sua "infanzia", cioè come si comportava da bambino, costituiscono il suo Stato dell'Io Bambino. Quando siamo nello stato dell’Io Bambino, agiamo come agirebbe il fanciullo della nostra infanzia. Quando il Bambino è affettuoso o scontroso, impulsivo, spontaneo o giocoso, viene detto Bambino Libero. Quando è pensoso, creativo, ingegnoso è detto il Piccolo Professore. Se ha paura, si sente in colpa o si vergogna è detto Bambino Adattato.

Osservando un individuo si può, con un po' di pratica, riscontrare agevolmente la presenza degli Stati dell'Io, attraverso la lettura della postura, dello sguardo, della gestualità, del tono di voce, del vocabolario usato.

L'utilizzo del Modello degli Stati dell'Io, una volta appreso, consente di aumentare la consapevolezza delle proprie caratteristiche di personalità e, se necessario, di adeguarle alle necessità, con l'intento di promuovere una gestione responsabile e congrua dei propri pensieri, delle proprie emozioni e dei propri comportamenti (integrando adeguatamente i 3 Stati dell’Io).
Consente inoltre di "leggere" le transazioni sociali, partendo dalla conoscenza delle caratteristiche degli individui interessati, per cui aumenta la capacità di gestire una comunicazione rendendola efficace rispetto agli obiettivi prefissati. In questo risulta cruciale l’apporto di altri concetti fondamentali, come quello di Copione e di Gioco psicologico.


Il "Copione": durante l'infanzia decidiamo di tracciare una strada per la nostra vita (un “piano di vita inconscio”) che in quel momento probabilmente rappresenta per noi la scelta più funzionale. Durante la vita adulta riproponiamo quelle strategie dell'infanzia anche quando queste si dimostrano inefficaci e dolorose, come in un'opera teatrale già scritta;

• Nel copione c'è dunque ripetitività e Berne ha posto molta attenzione alle situazioni di sofferenza e di disagio che si esprimono attraverso la ripetitività arrivando ad elaborare il concetto di "Gioco psicologico" per mettere in evidenza le modalità relazionali che inconsapevolmente le persone mettono in atto per confermarsi un'idea precostituita su di sé e sugli altri (convinzioni di copione), e quindi più in generale per confermare il proprio copione, per quanto disfunzionale.


Il fine della psicoterapia per Berne è la risoluzione dei problemi del paziente fino al recupero dell'autonomia perduta. Dalle parole dello stesso Eric Berne: 
“L’autonomia si conquista quando si liberano o si recuperano tre capacità: consapevolezza, spontaneità e intimità.
La consapevolezza esige che si viva presenti, quanto al luogo e al momento, e non altrove, nel passato o nel futuro… La persona consapevole è viva perché sa che cosa prova, sa dove si trova e quale momento vive…
Spontaneità significa scelta, libertà di selezionare ed esprimere uno dei sentimenti disponibili…
Intimità significa franca, immediata espressione di sé”.

Berne sosteneva che il compito della terapia non fosse far fare progressi, ma guarire: "far fare progressi significa far stare meglio i ranocchi, mentre guarire significa togliersi la pelle del ranocchio ed intraprendere nuovamente lo sviluppo interrotto del principe o della principessa".

Importante a tal fine ricordare anche che L’Analisi Transazionale si basa su tre principi filosofici:

  •  La persona nasce ok: 
Questa visione supera la tradizionale distinzione in "sani" e "malati" proprio perché ogni persona nasce con ricchezza e risorse proprie. Si tratta di una concezione dell'essere umano che nasce da una filosofia positiva: tutte le persone hanno la capacità di pensare e di prendere decisioni su di sé.
  • Responsabilità
: Ciascuno è responsabile della propria vita ed in questo senso il paziente è responsabile del suo stesso cambiamento: paziente e psicoterapeuta condividono la responsabilità per il cambiamento che si vuole raggiungere ed ognuno dà il proprio contributo verso l'obiettivo.
  • Ridecisionalità:
 Ognuno decide il proprio destino, e queste decisioni possono essere cambiate. In fasi precoci della vita le persone hanno preso inconsapevolmente decisioni che sono sembrate funzionali alla sopravvivenza, ma nel presente della persona adulta non lo sono più. L'Analisi Transazionale riconosce alla persona il potere di cambiare queste decisioni.


La metodologia di intervento dell'analisi transazionale si fonda sulla contrattualità: nella relazione terapeutica, terapeuta e paziente stipulano un "contratto", ovvero un accordo sugli obiettivi di terapia da raggiungere. 
“Il paziente viene quindi responsabilizzato dall’inizio a porsi come controparte attiva di un professionista il cui compito non è quello di risolvere i problemi del paziente, bensì quello di aiutare a comprendere come finora si è bloccato dal risolverli da solo.” (Novellino, 1998)


A chi è utile la psicoterapia ad orientamento analitico transazionale?

L’approccio analitico transazionale viene utilizzato nel trattamento di tutti i disturbi psicologici. In particolare è indicata con:

• Disturbi d’ansia
• Depressione
• Disturbi di personalità
• Disturbi di natura psicosomatica
• Disturbi del sonno
• Disturbi legati al controllo degli impulsi
• Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza
• Problematiche legate all’autostima
• Problematiche relazionali (o di coppia)